Una bella confezione e, soprattutto, una splendida scheda

La confezione è piuttosto bella, con una presentazione che si sposa bene con il carattere celebrativo del prodotto. Ma una volta aperto il cofanetto, è soprattutto la scheda ad attirare la nostra attenzione. Il peso si nota subito e le finiture trasmettono una concreta sensazione di solidità. Si sente di avere tra le mani una scheda di fascia alta.

L’imballaggio esterno della ROG Crosshair 2006, che riveste il cofanetto nero — Crediti: Hardware Reference
Il cofanetto nero della ROG Crosshair 2006, decorato con il logo ROG — Crediti: Hardware Reference
Il cofanetto aperto e i suoi richiami alla prima Crosshair del 2006 — Crediti: Hardware Reference
Vista frontale della ROG Crosshair 2006 — Crediti: Hardware Reference
La ROG Crosshair 2006 vista di tre quarti, con i suoi connettori blu e bianchi — Crediti: Hardware Reference

I dissipatori e la loro finitura color rame contribuiscono molto a questa impressione. Una precisazione: ASUS descrive una colorazione ramata, senza confermare che si tratti di dissipatori in rame massiccio.

Primo piano del socket AM5 e dei dissipatori con finitura color rame — Crediti: Hardware Reference

I colori e il vecchio logo fanno la differenza

Sono prima i colori a riportarci direttamente alla Crosshair originale, poi il vecchio logo Republic of Gamers. L’abbinamento di rame, blu e bianco ci sembra davvero riuscito. Conferisce alla scheda un’identità immediatamente riconoscibile, senza doverne leggere il nome.

Il vecchio logo Republic of Gamers nella parte inferiore della scheda — Crediti: Hardware Reference

Non abbiamo particolari critiche da muovere al suo aspetto. La difficoltà sarà piuttosto scegliere gli altri componenti: questi colori un po’ old school non saranno i più facili da abbinare in un PC attuale. Bisognerà apprezzare questo stile e costruirci attorno l’intera configurazione, soprattutto se rimane bene in vista.

Fissaggi pratici, senza reinventare tutto

Abbiamo provato i meccanismi di fissaggio degli SSD M.2 e di sgancio della scheda video. Ci sono sembrati ben progettati. ASUS propone questo tipo di aiuti al montaggio da diversi anni e ci fa piacere ritrovare soluzioni familiari. Quando il principio funziona bene, perché voler cambiare tutto?

Vista del socket, dei dissipatori e degli slot di memoria — Crediti: Hardware Reference

Una piattaforma attuale dietro lo stile rétro

ASUS abbina il chipset X870E al socket AM5, per i processori Ryzen 7000, 8000 e 9000 compatibili. La scheda è in formato ATX e ospita quattro moduli DDR5, fino a 256 GB. Le frequenze massime dichiarate in overclock dipendono dal processore e dalla memoria; non le abbiamo verificate.

Per l’archiviazione sono disponibili cinque slot M.2 e quattro porte SATA. Con un Ryzen 7000 o 9000 compatibile, i primi due M.2 possono funzionare in PCIe 5.0. Attenzione: M.2_2 condivide la banda con l’USB4; configurarlo in x4 disattiva queste porte USB4. Il quinto M.2 accetta esclusivamente il formato 2230, in PCIe 4.0 x2.

La connettività comprende Ethernet a 10 e 5 Gb/s, Wi-Fi 7 e due porte USB4 a 40 Gb/s. Sono previsti due connettori interni USB-C a 20 Gb/s, di cui uno fino a 60 W con l’alimentazione ausiliaria richiesta. Completa la dotazione un display OLED da 2 pollici. Queste informazioni provengono dalla scheda tecnica ASUS, non da prove effettuate dalla nostra redazione.

La connettività posteriore della ROG Crosshair 2006 — Crediti: Hardware Reference

A 800 €, il colpo di fulmine ha un prezzo

Al momento di preparare questa presentazione, Absolute PC ci indica un prezzo di circa 800 € IVA inclusa. La qualità percepita tenendola in mano è coerente con un prodotto di fascia così alta: il peso, la finitura e la solidità ci hanno convinti. Questo, però, non rende il prezzo più facile da accettare.

Avremmo visto meglio questa Crosshair intorno ai 600 €. A 800 € rimane una scheda elitaria, il cui design e richiamo all’originale peseranno inevitabilmente nella decisione d’acquisto. Da parte nostra, l’omaggio ci piace molto; a farci esitare sarebbero soprattutto il prezzo e la difficoltà di abbinarne i colori al resto del PC.

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